
DICO mai. Una “
coppia di fatto” può liberamente
convivere e può esigere il riconoscimento di
alcuni diritti individuali, ma
non può
pretendere che gli siano
riconosciuti tutti i diritti che
spettano a chi, sposandosi civilmente o religiosamente, ha scelto di
stipulare un contratto di matrimonio. La piena
accettazione di doveri seri e responsabilità sociali non può reggere ad un
legame effimero di semplice convivenza basato sull’
innamoramento e sul
vincolo affettivo, che sono troppo temporanei.
DICO mai. Perchè i diritti dei conviventi
non sono riconosciuti giuridicamente in tutta Europa allo stesso modo, al contrario di quanto affermano il Centro-Sinistra e certa parte della stampa politicamente e culturalmente schierata: gli Stati che hanno adottato i PACS o addirittura legislazioni più forti sono una esigua minoranza. In Italia,
non serve una Legge organica - istitutiva di un vero e proprio
matrimonio di “serie B” - per
riconoscere i diritti individuali delle persone conviventi e residenti nella stessa abitazione. Con
semplici modifiche a singole normative vigenti, si potrebbero superare alcuni “buchi” del sistema legislativo. Si potrebbe, così, consentire ai
singoli di andare in ospedale a trovare e ad assistere il proprio “compagno” malato, nonché di concorrere ad alcuni importanti decisioni mediche in caso di
incapacità di intendere e volere o di
donazione di organi. Si potrebbe anche
agevolare il trasferimento di entrambi i conviventi per ragioni di lavoro o la
successione in un contratto di locazione con un soggetto privato (ma mai in ambito pubblico). I partner interessati potrebbero
presentare, preventivamente, alle varie
amministrazioni pubbliche, statali e locali, un
semplice certificato anagrafico di residenza e una
comunicazione di coabitazione,
senza creare nuovi e specifici
registri. È necessario opporsi ad una Legge che
genererà molti danni sociali e che lederà o attenuerà i diritti nati dal vero rapporto matrimoniale, e non solo.
DICO mai. Perché alla base di questa nuova normativa che regola le “coppie di fatto” è stata posta una
semplice dichiarazione anagrafica di convivenza, che potrà essere addirittura
retroattiva ed utilizzata anche da
persone dello stesso sesso. Un “atto dovuto” da parte di Prodi & Co. per rispondere alle richieste delle
potenti lobbies elettorali degli omosessuali e dei trans. Tutto ciò sarà causa di una moltitudine di
comportamenti opportunistici per la naturale impossibilità, da parte del sistema pubblico, di
verificare la reale esistenza, l’
attualità e la
stabilità della coabitazione (soprattutto per gli italiani residenti all’estero...). Tra false attestazioni e falsi testimoni sarà difficile provare che due persona non coabitano. Sarà creato, in tempi rapidissimi, un grande
sistema di truffe organizzate per gestire la
riassegnazione continua di alloggi pubblici (a danno si chi aspetta da mesi o anni) e per
regolarizzare, grazie a semplici dichiarazioni di
convivenza con un italiano, tutti quegli
extracomunitari che potranno ottenere il rilascio di un
permesso di soggiorno. Soprattutto, sarà impossibile gestire le
pensioni di reversibilità per i conviventi in un
sistema previdenziale che già “
fa acqua” da tutte le parti e che risulta facilmente
vulnerabile alle truffe. Inoltre, molti preferiranno i DICO al matrimonio perché sarà più facile ottenere
vantaggi fiscali senza ricorrere a “mezzucci” come la separazione dei beni per
pagare meno tasse allo Stato. E le
sanzioni previste per le
false dichiarazioni di convivenza e per tutte le azioni “truffaldine” che porteranno grossi benefici ai singoli, ledendo diritti altrui e arrecando danno alla finanza pubblica, saranno la
multa da 3mila a 10mila euro ed il carcere da uno a tre anni (ma tanto, in Italia, in galera non ci va nessuno…).
DICO mai. Perché il disegno di Legge
modificherà radicalmente i diritti di successione e potrà causare danni pesantissimi a coloro che oggi sono gli
eredi legittimi di un vero matrimonio, sia a livello di
patrimonio immobiliare e finanziario, sia a livello dei
diritti di abitazione nell’appartamento della coabitazione.
DICO mai. Perché è necessario evitare l’approvazione di una
Legge ideologica con la quale il Governo di Prodi & Co. intende
riconoscere molte
facoltà e molti
diritti (troppi) ai conviventi, ma
un solo dovere sostanziale,
deresponsabilizzando entrambi. Infatti, il partner in stato di bisogno dovrà essere
mantenuto dal convivente anche oltre la cessazione della coabitazione ed otterrà addirittura gli alimenti con precedenza su tutti gli altri: insomma, un contratto paradossale in cui l’unico obbligo reale sembra più forte dopo la fine del rapporto affettivo.

Grazie al Centro-Sinistra, nell’Italia del prossimo futuro, potremo innamorarci liberamente e decidere di andare a vivere insieme. Poi, grazie ai DICO, uno dei due conviventi potrà andare
da solo al
Comune per
registrare l’atto e – ai fini giuridici - basterà informare il partner ufficialmente grazie ad
una lettera raccomandata inviata a casa propria (visto che coabita). Poi, per
sciogliere il vincolo di unione dei due conviventi sarà sufficiente
un’altra lettera raccomandata, anche
in presenza dei figli. Insomma, il “
divorzio” diverrà “finalmente”
immediato,
senza ulteriori complicazioni, liberando molti dai
doveri, dai
vincoli, dal
senso di responsabilità collegati al matrimonio, che aiutano a superare le difficoltà legate alla convivenza ed alle consuetudini, alle incomprensioni, all’educazione dei figli, nonché a ridurre la naturale inclinazioni umana all’
adulterio.
DICO mai,
in difesa della famiglia, quella tradizionale, e dei
giovani che
intendono sposarsi ai quali lo Stato avrebbe dovuto volgere la propria attenzione, garantendo migliori
prospettive occupazionali,
maggiore sostegno economico per l’
acquisto di una casa, per
la nascita e la crescita dei figli.
[La partecipazione al Family Day]

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