Valori Cultura e Sociale • 19 February 2007

DICO mai, perché la responsabilità è un dovere per la famiglia (02/2007)

DICO mai. Una “coppia di fatto” può liberamente convivere e può esigere il riconoscimento di alcuni diritti individuali, ma non può pretendere che gli siano riconosciuti tutti i diritti che spettano a chi, sposandosi civilmente o religiosamente, ha scelto di stipulare un contratto di matrimonio. La piena accettazione di doveri seri e responsabilità sociali non può reggere ad un legame effimero di semplice convivenza basato sull’innamoramento e sul vincolo affettivo, che sono troppo temporanei. DICO mai. Perchè i diritti dei conviventi non sono riconosciuti giuridicamente in tutta Europa allo stesso modo, al contrario di quanto affermano il Centro-Sinistra e certa parte della stampa politicamente e culturalmente schierata: gli Stati che hanno adottato i PACS o addirittura legislazioni più forti sono una esigua minoranza. In Italia, non serve una Legge organica - istitutiva di un vero e proprio matrimonio di “serie B” - per riconoscere i diritti individuali delle persone conviventi e residenti nella stessa abitazione. Con semplici modifiche a singole normative vigenti, si potrebbero superare alcuni “buchi” del sistema legislativo. Si potrebbe, così, consentire ai singoli di andare in ospedale a trovare e ad assistere il proprio “compagno” malato, nonché di concorrere ad alcuni importanti decisioni mediche in caso di incapacità di intendere e volere o di donazione di organi. Si potrebbe anche agevolare il trasferimento di entrambi i conviventi per ragioni di lavoro o la successione in un contratto di locazione con un soggetto privato (ma mai in ambito pubblico). I partner interessati potrebbero presentare, preventivamente, alle varie amministrazioni pubbliche, statali e locali, un semplice certificato anagrafico di residenza e una comunicazione di coabitazione, senza creare nuovi e specifici registri. È necessario opporsi ad una Legge che genererà molti danni sociali e che lederà o attenuerà i diritti nati dal vero rapporto matrimoniale, e non solo. DICO mai. Perché alla base di questa nuova normativa che regola le “coppie di fatto” è stata posta una semplice dichiarazione anagrafica di convivenza, che potrà essere addirittura retroattiva ed utilizzata anche da persone dello stesso sesso. Un “atto dovuto” da parte di Prodi & Co. per rispondere alle richieste delle potenti lobbies elettorali degli omosessuali e dei trans. Tutto ciò sarà causa di una moltitudine di comportamenti opportunistici per la naturale impossibilità, da parte del sistema pubblico, di verificare la reale esistenza, l’attualità e la stabilità della coabitazione (soprattutto per gli italiani residenti all’estero...). Tra false attestazioni e falsi testimoni sarà difficile provare che due persona non coabitano. Sarà creato, in tempi rapidissimi, un grande sistema di truffe organizzate per gestire la riassegnazione continua di alloggi pubblici (a danno si chi aspetta da mesi o anni) e per regolarizzare, grazie a semplici dichiarazioni di convivenza con un italiano, tutti quegli extracomunitari che potranno ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno. Soprattutto, sarà impossibile gestire le pensioni di reversibilità per i conviventi in un sistema previdenziale che già “fa acqua” da tutte le parti e che risulta facilmente vulnerabile alle truffe. Inoltre, molti preferiranno i DICO al matrimonio perché sarà più facile ottenere vantaggi fiscali senza ricorrere a “mezzucci” come la separazione dei beni per pagare meno tasse allo Stato. E le sanzioni previste per le false dichiarazioni di convivenza e per tutte le azioni “truffaldine” che porteranno grossi benefici ai singoli, ledendo diritti altrui e arrecando danno alla finanza pubblica, saranno la multa da 3mila a 10mila euro ed il carcere da uno a tre anni (ma tanto, in Italia, in galera non ci va nessuno…). DICO mai. Perché il disegno di Legge modificherà radicalmente i diritti di successione e potrà causare danni pesantissimi a coloro che oggi sono gli eredi legittimi di un vero matrimonio, sia a livello di patrimonio immobiliare e finanziario, sia a livello dei diritti di abitazione nell’appartamento della coabitazione. DICO mai. Perché è necessario evitare l’approvazione di una Legge ideologica con la quale il Governo di Prodi & Co. intende riconoscere molte facoltà e molti diritti (troppi) ai conviventi, ma un solo dovere sostanziale, deresponsabilizzando entrambi. Infatti, il partner in stato di bisogno dovrà essere mantenuto dal convivente anche oltre la cessazione della coabitazione ed otterrà addirittura gli alimenti con precedenza su tutti gli altri: insomma, un contratto paradossale in cui l’unico obbligo reale sembra più forte dopo la fine del rapporto affettivo.
Grazie al Centro-Sinistra, nell’Italia del prossimo futuro, potremo innamorarci liberamente e decidere di andare a vivere insieme. Poi, grazie ai DICO, uno dei due conviventi potrà andare da solo al Comune per registrare l’atto e – ai fini giuridici - basterà informare il partner ufficialmente grazie ad una lettera raccomandata inviata a casa propria (visto che coabita). Poi, per sciogliere il vincolo di unione dei due conviventi sarà sufficiente un’altra lettera raccomandata, anche in presenza dei figli. Insomma, il “divorzio” diverrà “finalmente” immediato, senza ulteriori complicazioni, liberando molti dai doveri, dai vincoli, dal senso di responsabilità collegati al matrimonio, che aiutano a superare le difficoltà legate alla convivenza ed alle consuetudini, alle incomprensioni, all’educazione dei figli, nonché a ridurre la naturale inclinazioni umana all’adulterio. DICO mai, in difesa della famiglia, quella tradizionale, e dei giovani che intendono sposarsi ai quali lo Stato avrebbe dovuto volgere la propria attenzione, garantendo migliori prospettive occupazionali, maggiore sostegno economico per l’acquisto di una casa, per la nascita e la crescita dei figli.
[La partecipazione al Family Day]

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