Lo Sport pulito • 12 November 2004

Conferenza "Roma e Lazio tra Calcio e Borsa" (04/2002)

L' iniziativa culturale e sociale promossa come convegno dal titolo: " Roma e Lazio, tra calcio e borsa" ha lo scopo di evidenziare come anche le società sportive, possono trasformarsi in società quotate in Borsa. Dopo una breve introduzione delle tematiche che verranno affrontate e che sarà presieduta da un rappresentante nazionale dell'associazionismo sportivo, interverranno al convegno alcuni dirigenti dell'AS Roma e della SS Lazio, un sociologo e un docente universitario. Dapprima i dirigenti delle società cercheranno di spiegare agli studenti i motivi che hanno spinto queste società a quotarsi, i sistemi economici-finanziari utilizzati nell'operazione di quotazione senza tralasciare gli aspetti prettamente calcistici. Il sociologo tratterrà l'argomento dal punto di vista dell'impatto avuto tra i tifosi in merito alla decisone della loro "squadra del cuore" di quotarsi e soprattutto di capire per quale ragione vi sia una acquisizione da parte del tifoso di azioni solamente della propria squadra piuttosto che della rivale. Il docente, invece, svilupperà l'argomento dal punto di vista dottrinale, in termini soprattutto di marketing sportivo e di strategia d'impresa. In particolar modo come tale decisione possa creare numerosi vantaggi un po' a tutti gli operatori, che possono attraverso questa migliore relazione con i clienti sportivi trarre un beneficio economico ma anche agonistico. Alla fine di tutti questi interventi ci sarà un breve dibattito con gli studenti e tutti coloro presenti al convegno.

ARTICOLO GIORNALE "ROMA TRE NEWS"

Il calcio e la borsa, un binomio dei nostri giorni che tifosi e appassionati non possono più ignorare. Questi cambiamenti epocali nella gestione delle società calcistiche con la conseguente difficoltà di riuscirle a mantenere come tali, necessitano di interventi rapidi e decisi, se non si vuole perdere quello spirito sociale che ha caratterizzato questo sport fino ad oggi, se non altro perché riteniamo che le società di calcio e sportive in generale non possono essere valutate come un'impresa qualunque. La quotazione in Borsa delle squadre di calcio, in Italia, è cominciata in tempi recenti. La SS Lazio, è stata la prima ad aprire le danze nel maggio 98, seguita due anni dopo dai cugini-rivali della AS Roma e solo sei mesi fa si è aggiunta anche la "Vecchia Signora". La decisione di investire nelle società di calcio non può essere certo paragonata in tutto e per tutto alla decisione di investire in un qualsiasi altro titolo del mercato azionario. Le società calcistiche hanno dei rischi e dei vantaggi che non si ritrovano altrove e prima di decidere se acquistare e quanto investire bisogna usare le pinze. Ma allora la domanda nasce spontanea: investire nelle società di calcio conviene? Tutti gli appassionati di questo sport, soprattutto i tifosi della propria squadra del cuore se lo sono chiesto, come se lo sono chiesto tutti gli investitori, sempre alla continua ricerca del titolo migliore, ma se lo sono anche chiesto gli studenti dell'Università degli Studi di Roma Tre. Ed è proprio in questa Università ( presso la Facoltà di Giurisprudenza) che si è svolto il 18 aprile scorso un interessante convegno dal titolo: "Roma e Lazio, tra calcio e Borsa", che ha cercato di rispondere a questa domanda, ma soprattutto ha cercato di farci riflettere sul presente e sul futuro di questo sport e di questo mondo che ogni giorno che passa sta cercando di adeguarsi ai cambiamenti e alla globalizzazione della società attuale. Il convegno realizzato nell'ambito delle iniziative sociali e culturali promosse dagli studenti e finanziate dall'Ateneo stesso, è stato frutto degli sforzi degli studenti del gruppo di Azione Universitaria ed in particolare di Andrea Roberti, rappresentante CUS di Roma Tre, responsabile dell'iniziativa nonché moderatore del dibattito. Il calcio e la borsa, l'antico e il moderno, la passione e la finanza, sono solo alcune delle possibili centinaia chiavi di lettura di questo fenomeno. Il convegno ha però voluto analizzare i seguenti punti: quello del dirigente della società legato ai propri interessi, quello dell'economista attento osservatore del fenomeno nei suoi aspetti più tecnici e quello del sociologo, volto soprattutto al tifoso, l'utente finale del prodotto calcio. La discussione è stata introdotta dal dott. Claudio Barbaro, Presidente Nazionale A.S.I., che attraverso il suo intervento ha acceso subito gli animi dei dirigenti di Lazio e Roma, individuando, come poi sarà ripreso dal sociologo, un punto fondamentale della questione: la perdita della vocazione sociale per questo sport con il conseguente avvicinamento ad un aspetto prettamente commerciale. Tale nuovo aspetto, se pur giusto una volta deciso di comportarsi come azienda, prevedendo quindi la realizzazione del lucro come fine, deve però essere inteso fino in fondo, come giustamente ha criticato il dott. Barbaro, e perciò se tali società, oggi sono diventate società di capitali, debbono sapersi responsabilizzare su questa decisione, diventando perciò dei contribuenti e dei soggetti di imposta a pieno titolo, senza far gravare più del normale allo Stato Italiano numerosi oneri, come ad esempio quelli della viabilità intorno allo stadio e le spese delle forze dell'ordine. I dirigenti della SS Lazio (dott. Michele Uva, vice presidente e il dott. Giancarlo Guerra) e della AS Roma (dott.sa Cristina Mazzoleni e il dott. Francesco Malknech), dopo aver ripercorso le vicende che hanno portato le rispettive società a quotarsi in borsa e gli ottimi risultati sportivi ottenuti, sottolineato anche con estrema chiarezza dal prof. Cherubini che ha evidenziato come le società romane in questi ultimi 4 anni, grazie alla quotazione in Borsa, siano tornate alla ribalta italiana (gli scudetti vinti da entrambe le società) ed internazionale (le coppe vinte dalla Lazio) come mai era stato prima; hanno cercato di spiegare il futuro dei due club. Per tutte e due le società la principale strategia sarà quella di far quadrare i conti applicando il < >, ma anche ricerca della stabilità di fatturato attraverso il merchandising, la gestione pubblicitaria, la vendita dei diritti televisivi con la speranza di realizzare un sogno (ancora però chiuso nel cassetto!!): la gestione diretta dello stadio. Prima della conclusione del convegno avvenuto attraverso un dibattito con gli oltre 100 studenti presenti in aula che hanno posto domande, in particolare al vice presidente della Lazio, su tifoseria, pirateria e vivaio, c'è stato l'intervento del sociologo, dott. Luca Aleandri che ha scaldato la giovane platea facendo ricordare sempre al vice presidente della Lazio, che la fede del tifoso debba essere sempre e comunque rispettata. Il tifoso, infatti, non va inteso come un cliente qualsiasi, in quanto anche se la propria squadra va male, egli non acquisterà mai un abbonamento della rivale, solo perché gioca meglio e vince di più. Ed è per questo, e mi trovo piamente d'accordo col dott. Aleandri, che, se anche il semplice acquisto di una sola azione fa sentire il tifoso in parte padrone della propria squadra del cuore, non bisogna assolutamente perdere il contatto con questo gioco, la passionalità e le speranze che solo chi ama profondamente questo sport può capire e comprendere. Responsabili dell'iniziativa: Andrea Roberti

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