LA RIFORMA DI GIURISPRUDENZA
Per le Facoltà di Giurisprudenza, il Ministero ha scelto di reintrodurre un modello a "ciclo unico" della durata di 5 anni (300 crediti formativi universitari strutturati secondo il modello dell?1+4) su cui gli Atenei potranno costruire nuovi percorsi formativi in grado di garantire maggiore organicità, unitarietà, completezza e qualità nella formazione.
Ciò, è stato pensato, in analogia a quanto avviene per le Facoltà regolate dalle Direttive europee, perché le professioni di avvocato, notaio e magistrato hanno una forte valenza sociale.
Tutto ciò è in linea con la scelta dell?Europa, che, con l?approvazione lo scorso giugno della Direttiva (cosiddetta Zappalà) per il riconoscimento delle qualifiche professionali, ha sostanzialmente riconosciuto il valore del nostro ?1+4? come unica strada per l?accesso alla professione di avvocato, cui dovranno aggiungersi la formazione post-laurea, nonché, sempre e comunque, la pratica professionale.
Il Decreto sulla nuova Classe di Laurea Magistrale in Giurisprudenza è realtà: è stato, infatti, pubblicato il 17 dicembre in Gazzetta Ufficiale, per consentire alle Facoltà di Giurisprudenza di adottare il modello dell??1+4?, in deroga alle altre classi, cancellando i corsi del ?3+2?: dall? Anno Accademico 2006/07 i giovani potranno immatricolarsi solo con l?1+4?.
In particolare, visti gli obiettivi generali della riforma, si è voluto che, in futuro, il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza sia attivato solo dalle omologhe Facoltà di Giurisprudenza
Grazie all?essenziale collaborazione dei rappresentanti dell?Accademia e delle professioni legali, si è ipotizzato un nuovo percorso universitario:
più europeo
più adeguato alla formazione dei professionisti
qualitativamente migliore
equilibrato
solido nella cultura di base
e moderno.
Tale percorso assicura un impianto innovativo più coerente con le esigenze espresse dal sistema professionale.
Per raggiungere ciò, l?intervento del Governo ha ridefinito gli obiettivi formativi allo scopo di orientare gli Atenei verso una scelta di insegnamenti caratterizzanti le esigenze dei professionisti.
Si è previsto il potenziamento:
delle procedure civili e penali
dei diritti
delle materie economico-finanziarie
dell?informatica giuridica
ma soprattutto della dimensione europea della formazione che sarà sviluppata in tutti gli insegnamenti.
In particolare, in coerenza con la loro crescente rilevanza quantitativa e qualitativa per l?attività professionale del giurista, è stato dato maggior risalto ai settori dei diritti penale, amministrativo, commerciale, tributario e comunitario.
Saranno, infine, introdotti alcuni nuovi insegnamenti ?caratterizzanti? e ?professionalizzanti?, richiesti dalle categorie professionali, quali:
l?ordinamento giudiziario
la deontologia professionale
l?argomentazione giuridica e la logica forense
la sociologia giuridica
la conoscenza di almeno una lingua straniera per gli aspetti legati all?area giuridica.
In ogni caso, è necessario evidenziare che, per le caratteristiche di flessibilità del sistema universitario e in base ai nuovi obiettivi formativi qualificanti previsti nella Classe delle Lauree Magistrali in Giurisprudenza, i nuovi Corsi di Studio quinquennali formeranno laureati che, ?oltre ad indirizzarsi alle professioni legali ed alla magistratura, potranno svolgere attività ed essere impiegati, in riferimento a funzioni caratterizzate da elevata responsabilità, nei vari campi di attività sociale, socio-economica e politica ovvero nelle istituzioni, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nei sindacati, nel settore del diritto dell?informatica, nel settore del diritto comparato, internazionale e comunitario (giurista europeo), oltre che nelle organizzazione internazionali in cui le capacità di analisi, di valutazione e di decisione del giurista si rivelano feconde anche al di fuori delle conoscenze contenutistiche settoriali?.
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