AZIONE UNIVERSITARIA ROMA
È CONTRO IL DECRETO LEGGE "CASTELLI" CHE RENDE
IMPOSSIBILE L'ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO
IL DECRETO LEGGE "CASTELLI" DI RIFORMA DELL'ESAME DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE FORENSE NON RIESCE A CONTRASTARE I FENOMENI DELLE "COMMISSIONI FACILI" E DEGLI ABUSI SUGLI ESAMINANDI
SE NON VUOI CONTINUARE A STUDIARE PER NULLA
SE NON VUOI VANIFICARE I TUOI SACRIFICI
SE NON VUOI SOTTOMETTERTI ALLA LOBBY DEI POTENTI
PER LA TUTELA DEI DIRITTI ACQUISITI
PER IL MANTENIMENTO DURANTE GLI SCRITTI DEI "CODICI COMMENTATATI"
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"Per bloccare il "turismo forense" dei praticanti, non si doveva puntare a colpire i giovani ma il sistema delle facilitazioni, degli abusi e delle disomogeneità territoriali nelle valutazioni, garantendo Commissioni d'esame imparziali e non condizionabili. Per disincentivare prassi scorrette servono regole appropriate, come l'incompatibilità dei Commissari con i componenti Consigli dell'Ordine, Cassa ed Organismo Unitario e il divieto ai commissari di partecipare ad elezioni forensi nel biennio successivo a quello dell'esame". Sono le parole espresse da Luciano Cavaliere, Responsabile di Azione Universitaria-FUAN Tor Vergata (movimento collegato ad Alleanza Nazionale).
"Abbiamo ottenuto in Parlamento un ottimo risultato, evitando l'applicazione immediata del decreto legge che ha comunque sancito il riconoscimento del fallimento organizzativo del sistema di accesso alla professione forense. Il provvedimento tampone è stato fortemente contrastato dai praticanti e dal nostro movimento giovanile universitario, che hanno promosso convegni, sit-in di protesta e raccolte firme a livello locale e nazionale".
Il Senatore Accademico dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", Piero Cavallo, ha proseguito affermando che "portiamo a casa un grande risultato. Grazie alla mediazione del capogruppo di An Ignazio La Russa, l'applicazione delle norme ostili ai giovani slitterà all'anno prossimo, con la sessione degli Esami di Stato del 2004, dando il tempo ai praticanti per predisporsi. Abbiamo vinto contro la lobby dei potenti, tutelando i diritti dei giovani praticanti, convinti come siamo che non si cambiano le regole in corso d'opera. Incredibile l'ipotesi di eliminare i "codici commentatati" durante le prove scritte: il praticante non avrebbe usato i codici durante l'esame, dopo averne fatto uso per due anni nel corso del tirocinio: una discrasia tra l'apprendimento professionale e l'esame di abilitazione."
I due rappresentanti universitari hanno concluso evidenziando che "ora, il Governo dovrà elaborare un progetto innovativo di riforma organica dell'accesso all'avvocatura, valorizzando le scuole di specializzazione forense e mutando le modalità di svolgimento dell'esame di Stato, che resta meccanismo di controllo e garanzia ma dovrà divenire solo il terminale di un percorso formativo serio ed obbligatorio comprensivo del tirocinio. Ma pretendiamo di più: la formazione del giovane inizia dalla Facoltà di Giurisprudenza che dovrà garantire una preparazione completa già indirizzata nel settore delle professioni con nuovi corsi di Laurea caratterizzati da unitarietà didattica, tipo "1 + 4". I giovani devono, infatti, guadagnare la padronanza degli strumenti di conoscenza, di comportamento deontologico e di organizzazione che possano consentire al cittadino/cliente di essere assistito in modo protetto".
Il nostro commento dopo la vittoria
I praticanti Avvocati ed AU hanno vinto la battaglia sull'accesso alla professione forense
Azione Universitaria è vittoriosamente scesa in campo affianco ai giovani praticanti avvocati per portare avanti una campagna contro il Decreto "Castelli" che modificava l'accesso alla professione, mettendo in crisi migliaia di ragazzi che vedevano sfumare gli sforzi umani ed economici compiuti. In un mese di battaglia, insieme ai praticanti, abbiamo promosso convegni, sit-in di protesta e raccolte firme a livello locale e nazionale. La protesta, fortunatamente, è stata recepita da molte parti della nostra classe politica ed Alleanza Nazionale, sensibilizzata sul problema dai giovani, ha recepito le nostre istanze ed ha portato la battaglia in Parlamento. L'ipotesi di far ritirare il Decreto ha costretto la Lega ad una mediazione, consentendo di modificare quel testo che ha avuto il deleterio effetto di "spostare", al Sud, molti voti dalla Casa delle Libertà all'Ulivo, senza portare gli sperati risultati leghisti al Nord?
La genesi del Decreto era legata alla volontà di fermare delle prassi viziose come il "turismo forense" e l'esistenza di Commissioni compiacenti al Sud. I giovani, infatti, effettuano gli esami al Meridione perché vi è una maggiore percentuale di promossi (circa l'80%) rispetto al Centro-Nord (circa il 20-30%). Per riequilibrare la situazione, il provvedimento prevedeva, fin dal dicembre 2003, la variazione delle sedi delle prove di esame, per evitare che queste fossero sostenute dove si era svolta la parte terminale della pratica come previsto dalle regole vigenti quando i giovani hanno cominciato il tirocinio (e tutti facevano gli ultimi sei mesi di tirocinio al Sud sopportando, però, notevoli sforzi personali e spese economiche). Inoltre, nel testo del Decreto, era irragionevolmente prevista l'eliminazione dei codici commentati durante le prove scritte, considerato che i giovani adoperano tali testi durante il tirocinio. Una discrasia tra l'apprendimento professionale e l'esame di abilitazione.
Per bloccare il "turismo forense", non si devono colpire i giovani ma il sistema delle facilitazioni e degli abusi, garantendo Commissioni d'esame imparziali e non condizionabili, sottoposte ad incompatibilità con i componenti dei Consigli dell'Ordine, della Cassa e dell'Organismo Unitario per evitare finalità di potere interno. E questa è l'unica parte del provvedimento "Castelli" che diverrà effettiva da subito. Infatti, grazie alla mediazione del capogruppo di An Ignazio La Russa, l'applicazione delle norme ostili ai giovani slitterà all'anno prossimo, con la sessione degli Esami di Stato del 2004, dando il tempo ai praticanti per predisporsi alle nuove norme. I giovani non dovranno spostarsi per effettuare le prove scritte dalle loro sedi di tirocinio, ma saranno i compiti a "viaggiare" e verranno corretti in una sede differente rispetto a quella di svolgimento delle prove stesse per limitare, almeno in parte, i fenomeni di favoritismo locale. Dunque, abbiamo vinto contro la lobby dei potenti, garantendo i diritti dei giovani praticanti, convinti come siamo che non si cambiano le regole in corso d'opera. Il principio della tutela dei diritti acquisiti dai giovani studenti universitari è alla base di numerose battaglie che abbiamo condotto positivamente in porto. Nostra è, ad esempio, un'altra proposta adottata dal Governo Berlusconi per modificare le norme sugli Esami di Stato per l'accesso agli Ordini professionali che ledevano i diritti di quegli studenti che hanno ultimato ed ultimeranno gli studi con il vecchio Ordinamento.
Il Decreto "Castelli" ha, comunque, il pregio di aver riconosciuto il fallimento organizzativo del sistema di accesso alla professione forense. Per il futuro, si dovrà elaborare un progetto innovativo di riforma organica dell'accesso all'avvocatura, valorizzando le scuole di specializzazione forense e mutando le modalità di svolgimento dell'esame di Stato, che resta meccanismo di controllo e garanzia ma dovrà divenire solo il terminale di un percorso formativo serio ed obbligatorio comprensivo del tirocinio. Ma pretendiamo di più: la formazione del giovane inizia dalla Facoltà di Giurisprudenza che dovrà garantire una preparazione completa già indirizzata nel settore delle professioni di avvocato, notaio e magistrato con "nuovi" corsi di Laurea caratterizzati da unitarietà didattica su cinque anni, tipo l'"1 + 4". I giovani devono, infatti, guadagnare la padronanza degli strumenti di conoscenza, di comportamento deontologico e di organizzazione che possano consentire al cliente di essere assistito in modo protetto e corretto. L'attuale Ordinamento del "3 + 2" non fornisce le adeguate garanzie "sociali".
di Gian Luca Bianchi
Responsabili dell'iniziativa: Luciano Cavaliere, Gian Luca Bianchi, Piero Felice Cavallo
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