DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO
Il diritto allo studio è la base per sviluppare appieno la persona umana dandogli accesso alla vita sociale, economica e politica. L?obiettivo di eliminare le disuguaglianze economiche e sociali che non rendono possibile l?accesso ai gradi più alti degli studi e la frequenza degli stessi è sostanzialmente stato raggiunto. Il nostro scopo è dare un contributo volto a superare la mera applicazione dei principi di eguaglianza sociale, proponendo interventi che favoriscano gli studenti attraverso una ridistribuzione delle risorse disponibili.
La Legge Ordinaria assegna le competenze sul Diritto allo studio alle Regioni. In tal modo, i criteri per la determinazione delle condizioni economiche e patrimoniali, dei requisiti di merito, la fissazione degli importi delle borse di studio e dei contributi alloggiativi non sono validi a livello nazionale: manca un trattamento uniforme degli studenti che dovrebbe esistere al di là di ogni differenziazione di carattere locale. Citiamo in particolare la disparità di trattamento che porta ad identificare in modo diverso i ?privi di mezzi? e ad assegnare, data la stessa condizione economico-patrimoniale, borse di studio dell?ammontare di qualche milione in alcune sedi all?esclusione dal beneficio a concorso in altre.
Oggi, la crisi economica che grava sull?Italia e di conseguenza sulle Regioni, porta a continui tagli sui capitoli di spesa dei piani annuali: i fondi destinati al diritto allo studio sono proporzionalmente minori rispetto al passato e gli interessi per le more nei pagamenti dei servizi crescono gravando sui bilanci degli anni successivi.
In questo contesto, intendiamo soffermarci sulle competenze della Regione Lazio e delle ADISU, istituti pubblici sottoposti a processo di aziendalizzazione, quindi, sulla carta a gestione autonoma, ma strettamente legate alle disposizioni della Giunta Regionale, che fissa praticamente tutti i capitoli di spesa delle aziende stesse con i piani annuali. Siamo forse passati dallo STATALISMO al REGIONALISMO ?
La nuova tassa regionale è destinata a coprire borse di studio e prestiti d?onore proporzionalmente ai fabbisogni locali. Il finanziamento delle strutture ADISU è previsto sulla base di fondi assegnati dalla Regione alle stesse: è necessario che i soldi arrivino in tempi stretti, superando i vincoli di spesa minima attualmente esistenti (legge regionale 662/96), poiché l?indebitamento delle aziende verso i privati può provocare il collasso delle strutture per il diritto allo studio .
Inoltre, la gestione diretta dei fondi può portare non solo al risparmio degli interessi debitori verso terzi, ma anche certezza di bilancio, un?ottimizzazione dell?utilizzo delle finanze disponibili attraverso una seria programmazione, che porti ad un progressivo riutilizzo dei risparmi per sovvenzionare servizi, attività formative e per ammodernare e potenziare l?edilizia alloggiativa universitaria ( compresa l?adeguamento alle più elementari normative di sicurezza) o per l?affitto di nuove abitazioni destinate a ?casa dello studente?, in base ai costi di costruzione e gestione delle stesse. Sollecitiamo la ricontrattazione degli affitti delle case dello studente quando troppo dispendiose per la gestione dell?ADISU che se ne occupa.
Esigiamo chiare spiegazioni riguardo alla mancata attuazione di un piano concordato a livello Regionale con il Comune di Roma, gli Atenei romani e le rispettive ADISU, che considerasse l?edificazione di unità alloggiative per accogliere i pellegrini del Giubileo ed un successivo riutilizzo dal 2001 in poi, come ?casa dello studente? degli alloggi suddetti: particolare riferimento all?area di Tor Vergata che ospiterà i cosiddetti ?Grandi Eventi? e alla negligenza dell? ADISU della Sapienza che si era fatta carico nei confronti del C.d'A. dell?Ateneo della costruzione di nuovi alloggi per fuori sede.
Siamo già a conoscenza degli stratosferici prezzi richiesti per l?affitto dei locali abitabili da parte di alcuni dei soggetti proprietari degli edifici costruiti per il Giubileo.
E? necessaria la creazione di una banca dati degli alloggi disponibili per l?affitto a prezzi controllati e con regolare contratto, garantendo così una facile e veloce ricerca di abitazioni disponibili per i vincitori di contributi alloggiativi e quindi eviterebbe la consueta ?caccia all?alloggio?. Tale banca sarebbe poi accessibile per tutti i fuori sede permettendo a tutti di avere garanzie su prezzi e qualità degli stessi appartamenti.
La nostra posizione non è caratterizzata dalla sola contestazione: vogliamo dare un impulso per migliorare la gestione delle ADISU.
E? necessario che venga costituita, dai rappresentanti della Regione e delle Università e relative ADISU laziali, la conferenza permanente per l?omogeneizzazione della politica delle fasce di reddito nel rispetto della autonomia gestionale degli Atenei: non è accettabile che uno studente sia considerato povero dall?Università e benestante dall?ADISU relativa o viceversa. Gli studenti pretendono chiarezza.
Inoltre, è paradossale che le borse di studio vengano erogate ai rispettivi vincitori a metà dell?anno accademico, benefici che servono ai più bisognoso per pagarsi gli studi.
E? indispensabile l?immediata ricontrattazione degli appalti dei servizi di ristorazione: le ADISU possono risparmiare molto con l?introduzione del menù completo al prezzo medio convenzionale. Infatti, sono una quantità consistente gli studenti che a mensa usufruiscono di portate in quantità minore rispetto a quelle pagate dall?ADISU per ogni unità servita. Dunque, non sono necessari tagli alla spesa, ma un?ottimizzazione del sistema di ristorazione soddisferebbe la domanda degli studenti e gli obiettivi di ridurre i costi.
Nonostante siamo consapevoli della necessità di introdurre la tariffazione differenziata per il servizio mensa, riteniamo che i parametri di prezzo stabiliti siano eccessivi e, dunque, devono essere drasticamente ridotti.
Chiediamo che le tariffe di ristorazione siano differenziate tra studenti in sede e studenti fuori sede. Date le spese che le famiglie di questi ultimi devono supportare per lo studio di figli e figlie, le fasce di reddito potrebbero essere modificate tenendo conto delle situazioni suddette.
Suggeriamo di istituire un servizio di coordinamento di volontari rivolti ai portatori di handicap, sulla base di ciò che già è avvenuto a Bologna.
Nel nuovo piano annuale deve essere attuato l?art.4 del d.p.c.m. 51/94 che prevede il riequilibrio tra i redditi derivanti da impresa e da lavoro dipendente: il reddito famigliare deve essere definito sulla base delle evidenze fiscali, integrate utilizzando valutazioni legate alla dimensione e alla tipologia economica delle attività che li generano. Via alternativa già seguita in altre sedi (Firenze, Pisa, Perugia) è praticare delle forme di ?abbattimenti? sui redditi derivanti da lavoro dipendente.
E? necessario l?immediata attivazione delle agevolazioni e dei finanziamenti ad attività previste nei piani annuali di spesa che ancora non sono stati attuati dalle ADISU: in particolare, le provvidenze necessarie a favorire la frequenza come convenzioni per il trasporto per pendolari e fuori sede, per la fornitura di libri, il prestito d?onore, ma anche per le attività culturali e ricreative. La Regione può sollecitarlo attraverso appositi provvedimenti.
Sono auspicabili molteplici interventi tesi, oltre che a garantire il Diritto allo studio, a mettere lo studente in grado di compiere il suo itinerario universitario nel migliore dei modi possibili: nuovi centri Internet,corsi di informatica e lingue straniere ufficialmente riconosciuti a livello europeo, convenzioni con cinema, teatri e musei, momenti di socializzazione, strumenti necessari per rendere l?università una ?palestra culturale?, non solo un ?esamificio?.
Rivendichiamo il diritto all?informazione: per la stragrande maggioranza degli studenti, il lavoro delle ADISU è oscuro.
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