Azione Universitaria ha finalmente un Presidente!
Il momento è di quelli da ricordare. Azione Universitaria avrà nuovamente un Presidente ed una sua classe dirigente, dopo cinque lunghi anni di commissariamento virtuale o effettivo, che hanno generato l’immobilismo sostanziale del movimento e l’indebolimento del comune pensiero della giovane destra studentesca.
Le conseguenze naturali le abbiamo constatate negli ultimi appuntamenti elettorali locali, quando Azione Universitaria non ha più brillato per risultati. Lo “scollamento” fra il vertice politico e le realtà locali, nonché lo “scollegamento” fra queste, non ci hanno permesso di essere una forza nazionale unitaria, presente, attiva, partecipativa. Sono mancate, soprattutto, le proposte politiche e culturali, facendo cessare quella naturale spinta avanguardistica propria del movimento universitario.
Eppure, in controtendenza, le elezioni nazionali universitarie del 2004 ci hanno visto crescere nel consenso sul campo. Ad onor del vero, questo è potuto avvenire perché ci sono stati alcuni giovani studenti universitari (alcuni ormai non lo sono più) che hanno continuato a combattere sul campo, resistendo alle difficoltà e profondendo innumerevoli energie, mantenendo in vita delle forti comunità politiche locali. Ma questi giovani sono stati come i valorosi soldati di El Alamein, hanno infatti ricevuto pochi ordini e scarse munizioni. È grazie a loro se Azione Universitaria ha avuto quel minimo di dignità necessario ad andare avanti.
Il nostro movimento politico ha retto grazie ai sacrifici di coloro che hanno lealmente sostenuto il commissario e la struttura politica nel lento traghettamento verso il 14 settembre 2005. Una barca piena di falle strutturali da cui entrava molta acqua, anche per la presenza, a bordo, di molti ufficiali “in carriera” e di pochi marinai. Una barca molto difficile da guidare.
Oggi, finalmente, riemerge la prospettiva di un cambiamento radicale, in termini di idee, indirizzi politici, organizzazione, programmi, azione, coinvolgimento. Si riparte sotto l’attenta guida di Giovanni Donzelli, uno di quei giovani che ha voluto costantemente rianimare Azione Universitaria, senza mai demordere.
Certo, la situazione attuale non è delle migliori. La nostra politica universitaria, in senso stretto, ha subito gli effetti del generale rallentamento delle attività, pur senza mai arrestarsi.
La riforma che introdurrà la “Y” negli ordinamenti didattici universitari, per quanto migliorabile, deriva, in parte, da una proposta del vecchio gruppo dirigente di Azione Universitaria. Era un “must” per noi: ridare ai percorsi universitari quella qualità che la sinistra aveva demolito introducendo il “3+2”, poiché intendeva accrescere le immatricolazioni ed il numero dei laureati nel paese. Spetterà a voi l’arduo compito di combattere, in ogni ateneo, la parcellizzazione del sapere e la proliferazione di cattedre e corsi di laurea inutili, nati solo per tutelare privilegi dei docenti.
Molto dovrete fare per tutelare il diritto allo studio e per sostenere coloro che non sopportano gli eccessivi costi che comporta l’iscrizione all’università, dovuti all’aumento indiscriminato delle tasse universitarie e degli “affitti in nero”, che drammaticamente pesano sulle spese degli studenti e delle loro famiglie. La sinistra usa il diritto allo studio come una gran cassa, ma, e dovete dirlo in giro, la Moratti è stato l’unico ministro che negli ultimi 15 anni ha realmente aumentato i finanziamenti, incrementando i fondi per le borse di studio e gli investimenti per la costruzione di nuovi alloggi.
Ebbene, spetta al nuovo Presidente l’arduo compito di dare nuova linfa alle prospettive di tanti giovani militanti che non hanno mai smesso di guardare al domani. Spetta a Donzelli, accompagnato da una rinnovata classe dirigente, che speriamo sia all’altezza delle aspettative, l’arduo compito di gestire quotidianamente la struttura, di interpretare il futuro. Più semplicemente, il nuovo gruppo dirigente si adoperi per lanciare delle campagne nazionali, per promuovere conferenze ed incontri in tutto il paese, per rilanciare la rivista sfida.org, per far girare un unico simbolo e del materiale comune.
Salutiamo con favore la costituzione della consulta nazionale degli eletti, che sarà di fondamentale supporto nell’elaborazione delle proposte politiche e nella loro successiva diffusione sul territorio. La consulta sarà un utile strumento per formare i giovani eletti nei consigli, per renderli protagonisti del ruolo che svolgono, per stimolare la più attiva partecipazione degli studenti alla vita universitaria.
Siamo certi che Azione Universitaria imboccherà un’altra strada, consentendo ai militanti di ritrovare quella motivazione necessaria per impegnarsi seriamente sul campo. Per accrescere la motivazione del singolo servono, però, più meritocrazia, più dialettica interna, un maggior coinvolgimento, dei più forti raccordi tra il vertice e la base, un nuovo modello culturale di riferimento.
In questo senso, i prossimi congressi nazionali e locali si tengano nel rispetto dei tempi, perché il potere interno fine a se stesso e le lottizzazioni non favoriscono la crescita di Azione Universitaria. Siamo convinti che questo sia il miglior percorso per liberarsi di un movimento auto-referenziale, per evitare le fughe dei giovani, per accrescere la partecipazione, per tornare ad essere la vera avanguardia politica della destra italiana.
Forse è proprio questa l’unica strada per poter convogliare le nostre forze contro il l’unico vero avversario storico, quella sinistra che ha blindato la cultura, la scuola, le università, l’informazione e la giustizia.
Caro Presidente, punta dritto a riconquistare un ruolo di riferimento nell’università, motore primario della ricerca, della formazione e della trasmissione della cultura, dove si forma contemporaneamente il lavoratore, il dirigente ed il cittadino.
È nei singoli atenei che Azione Universitaria dovrà continuare a lavorare quotidianamente per trasmettere ai giovani la spiritualità della vita e la cultura della libertà, dell’appartenenza alla patria, del rispetto delle tradizioni, dell’onestà, della famiglia, della sacralità della vita, della lotta contro le droghe come già faceva il FUAN, movimento che fu custode dei nostri valori di riferimento.
Un augurio di buon lavoro a Donzelli ed alla nuova squadra dirigente di Azione Universitaria.









