La Giovane Destra • 11 June 2005 La nostra sfida per la NUOVA GENERAZIONE (11/2001)LA NOSTRA SFIDA• POLITICO-CULTURALELa spinta propulsiva della nostra organizzazione è la promozione - con lo spirito di coinvolgimento e di partecipazione – di attività politico-culturali finalizzate: □ a diffondere, nella Comunità nazionale e locale, i valori della spiritualità della vita, della famiglia e della Patria; □ alla realizzazione di uno sviluppo sociale della persona, che valorizzi le attitudini, i meriti e le capacità umane e professionali, anche per superare squilibri economici, sociali, territoriali e culturali; □ a favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla politica nazionale e locale, sostenendo programmi d'azione civile e sociale; □ all’affermazione del diritto alla cultura, all’educazione ed alla formazione; □ alla tutela ed alla valorizzazione del territorio, delle risorse ambientali e del patrimonio storico, artistico, architettonico ed urbanistico, nonché della cultura popolare, tradizionale e nazionale; □ a promuovere la nascita di Comunità giovanili. In questa ottica, ci contraddistingue il fondamento della conservazione dei valori, un atteggiamento che cammina di pari passo alla promozione di uno stato moderatamente liberale in economia, sicuro e rispettoso dei diritti nel campo sociogiuridico, promotore di una realtà nazionale in campo internazionale. Il riconoscimento dell’importanza di una formazione filosofico-culturale, radicata nella tradizione di destra, è necessario per far crescere e formare una nuova classe politica. Questo aspetto è fondamentale anche ai fini di smentire lo stereotipo dell’attivista di destra poco colto ed arrogante. Promuovere e diffondere la passione per una conoscenza approfondita dei fenomeni – che vada oltre a quella scolastica, molto spesso omologata a sinistra – deve essere un dovere morale per ogni giovane militante. Colui che combatte per le proprie idee con la forza della cultura non ha mai conosciuto sconfitta, questo è quanto la storia ci insegna. Ecco perché rimane fondamentale farsi promotori di iniziative volte sia ad accrescere il bagaglio culturale, sia a farci conoscere per il nostro valore e non per gli stereotipi prima menzionati. In tal senso si inseriscono, tra l’altro, le varie iniziative presentate negli atenei, i corsi di formazione, e le stesse tre giorni che puntualmente organizziamo ogni anno.• ASSOCIAZIONISMO E METAPOLITICACon il tempo abbiamo costruito una rete economico-sociale non espressamente legata al progetto politico, ma necessaria al radicamento ed al consolidamento dello stesso. In tal senso sono nate e cresciute iniziative associazionistiche, attraverso uno specifico incubatore di progetti di imprenditoria “sociale”. Per perpetrare la tradizione nazionale della giovane destra abbiamo voluto ed organizzato gli “Stati Generali” (incontri plenari) ed i Campi di formazione. Questi momenti di coinvolgimento e partecipazione, svolti periodicamente, servono a favorire alla crescita dell’identità del gruppo ed al consolidamento dei rapporti tra i singoli. La scelta del gruppo implica lo spirito di comunione nel rispetto delle differenze: questo vuol dire che non vi deve essere cattiveria ne invidia tra di noi. Il successo del singolo non è un atto di prevaricazione, ma è il concretizzarsi di un lavoro lungo e faticoso fatto da tutti noi. Questo anche in ragione del fatto che l’assoluto si realizza nel soggetto. Riconoscere il merito del singolo come particolare realizzazione di ciascuno rimane un vincolo alla base della nostra convivenza. Assistere ed incentivare le singole iniziative è un dovere per tutti. Se riuscissimo a vivere in pieno lo spirito comunitario, vorrebbe dire che il modello che perseguiamo non è lontano dal realizzabile. I problemi di diversità si superano, perché nella “ragione” gli uomini sono una unità. Ecco quindi che diviene importante costruire un gruppo che nella realizzazione del progetto rispetti la diversità. La patologia della comunità non libera nei suoi membri, tipica del pensiero di sinistra, è un monito per non cadere nelle sacche di comunismo molto diffuse nel modello socioe-conomico contemporaneo. Quindi si può concludere che il tutto viene prima delle parti, non implicando però la limitazione agli individui. L’invito alla riflessione finale può essere riassunto da quel che segue: non amare l’ideale perché si ama il gruppo, ma amare il gruppo perché si ama l’ideale. Oltre alle convinzioni ideologiche, bisogna tener conto del fatto che la vita sociale va regolamentata. Quindi, come ogni nucleo di individui che convivono, anche noi abbiamo la necessità di dotarci di regole. Infatti, la storia ci insegna che senza norme, ma soprattutto senza il rispetto di esse, nessuna forma di aggregazione ha vita lunga. Senza eccedere nei formalismi è necessario offermarsi sull’importanza di alcuni aspetti fondamentali. □ La partecipazione alle riunioni ed alle manifestazioni del gruppo è il realizzarsi coerente della scelta fatta; □ Nelle attività quotidiana, nell’organizzazione della politica e durante le scadenze elettorali è necessario lavorare sui singoli come espressioni del movimento tutto; □ La riconoscenza per il lavoro svolto deve essere un fondamento nella cultura di ognuno di noi; □ Rispettare il lavoro altrui e riconoscere anche la più piccola affermazione come la propria. Il formalismo prima elencato non va inteso nella sola accezione negativa dei termini, ma va interiorizzato come necessità stessa di esistenza del nostro gruppo. In definitiva occorre riflettere sul fatto che: le regole non sono imposte, le regole si accettano, ma se ne impone il rispetto dopo averle sottoscritte. |