Professioni, l'Antitrust non comprende danni del Decreto Bersani per giovani (03/2007)
I giovani pagheranno più di tutti la scelta del Centro-Sinistra di cancellare la tariffa professionale minima, perché - superato l’esame di Stato – moltissimi non troveranno i fondi per avviare uno studio, per farsi pubblicità in un mercato concorrenziale e, magari, per avere una segretaria. A ciò si aggiungono i pesanti aggravi fiscali ed amministrativi imposti da Prodi, Bersani & Co. Il risultato sarà l’abbattimento di buoni posti di lavoro, un incremento del precariato ed il livellamento al ribasso dei redditi di quei ragazzi e quelle ragazze che intendo praticare o praticano da poco tempo una professione intellettuale.
Ci dispiace per Catricalà (che ha denigrado la resistenza del sistema professionale italiano alle riforme varate con il Decreto Bersani) ma forse non si è accorto che i professionisti italiani – da sempre – sono abituati a concorrere fra loro in un’ampia scala di tariffe minime e massime prestabilite e non pensano che la concorrenza sia negativa tout-court. In futuro, molti giovani, pur se volitivi e preparati, potrebbero non riuscire ad investire o ad risparmiare fondi sufficienti per mettersi in proprio e, soprattutto, per farsi la pubblicità che sarà costosissima e che sarà ad appannaggio esclusivo dei grandi studi. D’altronde, sarà l’effetto naturale della nuova concorrenza al ribasso delle tariffe professionali: infatti, molti studi ben attrezzati potranno prendere manodopera a costo quasi nullo tra i praticanti, richiedendo ai propri clienti compensi quasi nulli, sbaragliando così la concorrenza di molti giovani intraprendenti. Sarebbe stato sufficiente ridurre le tariffe minime, accrescendo la concorrenza senza distruggere le possibilità per i giovani di un reale accesso al settore delle libere professioni.
A Catricalà vogliamo far notare che gli effetti sperati del Decreto Bersani non si sono manifestati e non si manifesteranno perché l’impianto riformatore è completamente sbagliato. Non si tratta di resistere alla riforma del Centro-Sinistra per tutelare il decoro della professione, ma per garantire – anche attraverso la reintroduzione di tariffe minime più basse - la qualità delle prestazioni e la possibilità per i giovani professionisti di pagarsi la formazione continua.
Gian Luca Bianchi (Dirigente Nazionale di Azione Giovani)
Giovanni Donzelli (Presidente Nazionale di Azione Universitaria)









