Elezioni Universitarie • 27 September 2006

CNSU 2000: Campagna elettorale Nazionale

La ?Nuova Generazione? avanza: G.L.BIANCHI è stato eletto al C.N.S.U. con la lista ALLEANZA UNIVERSITARIA
10-11 Maggio Elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
Per garantire i diritti degli studenti nell?applicazione della Riforma dei Corsi di Studio; tutelare gli studenti-lavoratori, ignorati nel nuovo Ordinamento degli Studi; introdurre corsi integrativi e attività formative, affinché l?Università sia una ?Palestra Culturale?, non solo un ?Esamificio?; abbattere le tariffe della mensa: i prezzi imposti sono troppo alti, il Diritto allo Studio è stato ignorato; spingere le aziende per il Diritto allo Studio a scegliere il modello del contributo per l?affitto di abitazioni per i Fuori Sede: a parità di costo, è possibile concedere a più studenti le agevolazioni per gli alloggi; costituire banche dati locali degli alloggi disponibili per i Fuori Sede; creare la ?carta dei servizi?, per l?accesso agevolato ad una serie di convenzioni con realtà pubbliche e private locali.

Sostieni uno studente di Tor Vergata al C.N.S.U.

vota e scrivi



Un chiaro no al "3+2"

1. Scopiazza il sistema anglosassone e distrugge le radici della cultura italiana.

Le Università sono nate in Italia quasi mille anni fa. Il nostro fondamento, l'universalità del sapere, ha influenzato i sistemi degli altri paesi europei, ha prodotto molti dei più grandi pensatori, scienziati e uomini di cultura della storia dell'uomo. Tutto questo patrimonio morale e di idee sarà distrutto dal falso-modernismo del Governo delle sinistre.

2. Abbassa il livello culturale dei nuovi laureati.

Per rispondere ad una domanda del mercato del lavoro sempre in evoluzione, la risposta di questa riforma è il sacrificio delle materie fondamentali che garantiscono una formazione umana e culturale completa e la possibilità di cambiare lavoro senza traumi. Dunque è una riforma che va in controtendenza, e alla richiesta di flessibilità risponde con specializzazioni estreme.

3. Penalizza chi è più bravo.

Una volta esistevano le borse di studio per merito, ossia uno studente particolarmente bravo si vedeva riconosciuto il lavoro svolto. Ora tali incentivi, peraltro costituzionalmente garantiti, mancano. Mancano dunque gli stimoli ad eccellere, e l'appiattimento, il livellamento verso il basso incombono.

4. Aumenta il divario fra università di serie 'A' e di serie 'B'.

Un gap purtroppo già esistente verrà allargato invece di essere ridotto. Le Università non vedranno garantite le pari opportunità e la parità di condizioni di partenza per una giusta competizione. Diversamente i grandi Atenei schiacceranno sempre più i piccoli. Negli Stati Uniti ci sono Harvard, Yale e l'M.I.T., ma poi c'è il vuoto; in Inghilterra una volta c'erano Oxford e Cambridge, oggi valgono poco anche quelle: noi dovremmo prendere esempio da loro?

5. Riduce gli investimenti per università e ricerca scientifica.

L'Italia è l'ultimo fra i paesi dell'U.E. come spesa in rapporto al P.I.L. per Università e Ricerca e questo progetto di Riforma non delinea un futuro migliore, anzi. Per costruire alloggi da destinare ai fuorisede con un decreto legge sono stati stanziati decine di miliardi, le stesse che il Decreto ha tolto all'edilizia universitaria. Ossia: ti do alloggi, ma ti levo aule e laboratori. Bella politica di investimenti no!?!

6. Vuole adeguarci al non-sistema europeo.

Qualunque cambiamento, qualunque sacrificio impostoci dal Sinistra-Centro viene mascherato dalle solite frasi di circostanza: "Dobbiamo entrare in Europa", "E' una Riforma che ci allinea con gli altri paesi dell'U.E." ecc. ecc., E' falso!! In Europa ogni Nazione ha un sistema universitario diverso e peculiare. Avremmo potuto tranquillamente mantenere il nostro sistema e applicare i correttivi necessari senza stravolgerlo.

7. Non garantisce la qualità dell'insegnamento.

Non impedirà agli incapaci raccomandati dal barone di turno, di entrare negli atenei, non allontanerà i professori valutati negativamente dagli studenti, non impedirà ai professionisti di curare i propri interessi mentre gli assistenti faranno lezione.

8. Non garantisce maggiore professionalità.

La gran parte del nostro sistema universitario non ha intrapreso alcun tipo di rapporto con il mondo del lavoro, sia pubblico che privato. Di conseguenza le esperienze lavorative pre-laurea come stage e tirocini non sono e non saranno, per almeno un quinquennio, garantite a tutti quelli che ne avranno diritto. Inoltre l'introduzione di esperienze professionalizzanti nel corso degli studi è posto come invito e non come obbligo. Conoscendo il sistema italiano, se già sono pochi quelli che rispettano gli obblighi, figuriamoci quanti raccoglieranno un invito.

9. Non garantisce la spendibilità del titolo di studio nel mondo del lavoro.

Secondo i Decreti che compongono la Riforma, già a Luglio del 2001 potremmo avere dei laureati di primo livello che si ritroveranno in mano un pezzo di carta e non sapranno bene cosa farne, visto che il riconoscimento del titolo di studio e la sua spendibilità nel pubblico impiego sono ancora molto lontani.

10. Tutela i gruppi di potere e le lobbies universitarie.

Il Governo ammette l'esistenza di gruppi di potere e di interessi costituiti che operano da anni in un'illegalità tollerata, ma nella Riforma non c'è traccia di una lotta decisa contro lobbies e baroni. L'università continuerà ad essere il mezzo attraverso cui pochi cureranno i propri interessi a scapito di molti. Indovina chi!?!

Le proposte

L?adeguamento della spesa per l?università e la ricerca alla media dell?Unione Europea.

L?Italia destina all?università ed alla ricerca lo 0,7% del PIL a fronte di una media europea dell?1,4%, relegandoci ai margini dell?Unione. Agli albori dell?era della new economy, nella quale la vera ricchezza si misura dalla quantità di ?capitale intellettuale? prodotto, le scelte del governo di Sinistra-Centro rischiano di portare i giovani italiani verso un?esclusione permanente da un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Realizzazione di un tesserino universitario unico riconosciuto.

Attualmente ogni ateneo consegna ai propri studenti un tesserino di riconoscimento la cui utilità è quasi nulla. Il MURST dovrà invece realizzare un tesserino universitario unico per tutti gli studenti, riconosciuto anche a livello europeo, che consenta l?accesso agevolato a finanziamenti e servizi (acquisto PC, musei, etc.).

Reale, concreta ed effettiva applicazione del concetto di valutazione della didattica.

I professori sono intoccabili e inamovibili. A fronte di valutazioni negative della didattica da loro impartita, non subiscono conseguenze di alcun genere. Noi proponiamo la possibilità di provvedimenti disciplinari nei confronti di docenti riconosciuti inadempienti e valutati negativamente dagli studenti. Solo una vera applicazione del concetto di valutazione può migliorare la qualità dei servizi e della didattica all?interno dei nostri atenei.

Il riconoscimento della figura dello studente lavoratore

Le più recenti statistiche dimostrano il progressivo aumento del numero degli studenti che, pur svolgendo un?attività lavorativa intensa, si iscrivono all?università. E? dunque necessario metterli nelle condizioni più idonee a ricevere un istruzione adeguata che non li penalizzi: i corsi serali ad orario flessibile rappresentano una risposta concreta ed attuale alle loro giuste istanze. Inoltre proponiamo la concessione della possibilità di detrarre le spese sostenute per l?acquisto dei libri, come già previsto per alcune categorie professionali.

Introduzione del placement office in ogni ateneo

E? d?obbligo creare un collegamento diretto tra università e mondo del lavoro: la presenza di un ufficio permanente, che consenta agli studenti di accedere a stage e master di durata trimestrale o semestrale, orientandone le scelte e promuovendo un approccio immediato con il mondo del lavoro, è un esigenza imprescindibile. Anche per coloro che hanno conseguito la laurea è auspicabile introdurre un canale privilegiato di contatti con imprese e studi professionali, tramite la presentazione di curricula ed incontri tematici.

Una politica solidale per gli studenti

Le barriere architettoniche che si frappongono tra i disabili ed il normale svolgimento delle attività di ogni giorno devono essere abbattute; l?ipocrisia delle false promesse lascerà spazio alla forza dei fatti. E? necessario prevedere assegni di sostegno per gli studenti con prole a carico, in ossequio all?art. 34 della Costituzione della Repubblica.

Info GP