"Sebbene siamo soddisfatti che il Ministro Profumo abbia firmato il Decreto Ministeriale non possiamo che essere delusi nell'apprendere che le procedure che si utilizzeranno per i concorsi sono ancora quelle che rispondono alle chiamate locali dei singoli atenei non seguendo così, ancora una volta, la strada del merito. Così facendo infatti molti dei giovani abilitati rischiano di non ottenere quell'assunzione che invece spetterebbe loro di diritto".
"Utilizzare le vecchie procedure concorsuali senza tener minimamente in considerazione i principi e le modalità indicate dalla Legge 240/10 non solo crea un precedente gravissimo ma inficia anche tutto il lavoro del vecchio Governo e quello condotto sino ad ora dall'ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione dell'Universitá e della Ricerca)".
"A questo punto, aumentano ancora di più le nostre perplessità su come un ex Rettore possa davvero fare gli interessi degli studenti o dei ricercatori e non sia invece del tutto dalla parte dei suoi colleghi. Il Ministro Profumo - continua Paternoster - dichiara a mezzo stampa di voler portare avanti il processo riformatore intrapreso dalla Gelmini ma poi si comporta da estremo conservatore non eliminando quello che forse è il potere maggiore che i rettori e i baroni hanno a loro disposizione, la cooptazione. Ci viene da chiederci se sia possibile che si stia creando un "cartello" costituito da alcuni Rettori ed il Ministro dell'Istruzione per evitare che alcuni principi basati sulla meritocrazia non vengano mai applicati. Del resto, come possiamo aspettarci che un Rettore,ora Ministro, a cui è stato bocciato lo Statuto d'ateneo che doveva seguire le nuove regole dettate dalla Riforma Gelmini ora segua la strada da essa tracciata?".
"Nel corso dell'audizione in CNSU e leggendo le dichiarazione del Ministro dell'Istruzione sulla stampa - conclude Paternoster - avevamo sperato che finalmente i Baroni avessero un nemico in casa ma evidentemente, come temevamo all'inizio, ci siamo sbagliati. Purtroppo le caste, quelle vere, continuano ad aver paura del nuovo e questo non fa altro che continuare a danneggiare i tantissimi giovani taluentosi che, troppo spesso, abbandonano il nostro Paese per altri dove la meritocrazia è sinonimo di eccellenza e finanziamenti e non di amicizia e spreco"








