Benedetto XVI e la libertà di parola alla Sapienza (01/2008)
"Il sapere non ha bisogno ne di padri ne di preti". Questo è uno dei tanti slogan che campeggiano alla Sapienza e che invitano a partecipare ad un misterioso pranzo sociale ed anticlericale, che è stato indetto per protesta in occasione della visita di Papa Benedetto XVI per l'inaugurazione dell'Anno Accademico dell’Ateneo. Se la protesta fosse stata portata avanti dai soli studenti dei “kollettivi” - quegli stessi giovani che impedirono l'ingresso alla Sapienza di esponenti del Governo repubblicano appartenenti al Centrodestra, tra i quali Gianfranco Fini – ciò sarebbe risultato naturale, comprensibile e, comunque, coerente con il livello di reale ignoranza culturale di chi non conosce e rifiuta il confronto, di chi vive una finta libertà “a senso unico” e di chi rinnega ogni legame con l'autorità statale e morale, anche se fonte di esperienza e saggezza. La vera novità è la protesta, espressa a mezzo di un documento, sottoscritta da 67 “scienziati” - utilizzo questo vocabolo solo per puro dovere di cronaca – che hanno l’evidente ambizione di essere gli unici dotati di “libertà di insegnamento” e di “libertà di parola”, visto che vogliono impedire a Benedetto XVI di esprimersi liberamente all’interno dell’Università. Ovvero, ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione di quel tentativo continuo di far prevalere il "pensiero unico", quasi come fosse una "nuova fede" a cui votarsi totalmente. È questo un male che viene da lontano e che ha avuto il massimo sviluppo con la rivoluzione francese e nel secondo dopoguerra. È un modo di pensare che è figlio dell'uso distorto della “Ragione” e che spinge alla disputa continua fra laicismo e fede, con un abuso continuo del termine “laico” quale giustificazione ideologica della libertà di dire e di fare, senza limiti, per alcuni e della contemporanea impossibilità di parlare per chi non aderisce alle stesse correnti laiciste illiberali. Speriamo che il Paese reagisca, non consentendo a questi imbecilli figli della “Ragione” di monopolizzare la Cultura, la Scienza e l'Arte. "Il Sapere non ha bisogno ne di padri ne di preti" appunto.......
Il Grillo Parlante









