Articoli e recensioni • 11 May 2007

Family Day: troppi confusi in giro (05/2007)

L’istinto primario è quello di ridere (forse per non piangere). Al Family Day, manifestazione nazionale indetta per il 12 maggio 2007 a Roma (piazza San Giovanni) con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni sull’importanza di tutelare e rafforzare il valore della famiglia, rendendo più forte tutta la società italiana, non parteciperà nessun rappresentante del Governo Prodi, dell’Unione e dell’estrema Sinistra: l’evento sembra essere stato troppo politicizzato… Sembra, dunque, che ogni qualvolta il popolo o le associazioni si muovano naturalmente per difendere se stessi dalle aggressioni socio-culturali del Centro-Sinistra, ci sia in realtà dietro una regia politica contro il governo di Prodi & Co. Insomma, non è la maggioranza che prende decisioni sbagliate, ma i cittadini che non riescono proprio a capire dove mira il progresso sociale. E così (per continuare a ridere) molti politici che normalmente scendono in piazza contro la guerra, contro la TAV, contro le basi americane e (ogni qualvolta è possibile) contro Berlusconi, questa volta se ne rimarranno comodi sulle proprie poltrone di casa, a riposare. C’è anche, però, chi alla provocazione proprio non riesce a rinunciare: al Family Day è stata contrapposta una giornata del Coraggio Laico, dove oltre ai socialisti, agli atei, ai figli dell’illuminismo ci saranno i radicali che manifesteranno indossando magliette con sopra scritto “siamo tutti Andrea Rivera” per difendere la libertà di espressione garantita dall’art. 21 della Costituzione. Insomma, qualcuno doveva pur difendere l’eroe sconosciuto del concertone del 1 maggio che, dalla stessa piazza (“rossa” per l’occasione) e dalla diretta su Telekabul-Rai 3, ha liberamente attaccato la Chiesa “bigotta” che non crede nell’evoluzionismo, rimarcando però che lui si riconosce in san Francesco. Ma proprio la Chiesa non è un supermarket dove si prende solo ciò che piace (come fanno normalmente i kattocomunisti) e poi lo stesso santo è uno dei più alti esempi di umiltà, poiché pur di evitare lo scisma corresse più volte la regola dell’Ordine nascente, obbedendo così a Dio e agli uomini. Ed intanto la maggioranza che governa il Bel Paese litiga perché il “ministro” Rosy Bindi non ha invitato i gay ed i transgender alla prossima conferenza di Firenze. Sono molti, sono troppi i confusi: noi fortunatamente non lo siamo. Siamo ben consci del perché andremo al Family Day visto che il Centro-Sinistra, attraverso una Legge che vorrebbe “salvaguardare i diritti delle minoranze”, formalizzerà la precarizzazione della famiglia, che sarà ridotta da moltissimi ad un freddo contratto tra privati istituito tramite raccomandata. In parallelo, sembra un errore simile a quello commesso – sempre da Prodi & Co – con la riforma “Treu” che ha precarizzato il mercato del lavoro (con l’introduzione dei co.co.co., delle agenzie interinali, dei contratti atipici) rendendo la vita impossibile per molti giovani: anche, in quel caso, si introdusse il concetto di semplice raccomandata per sciogliere un vincolo con lo scopo di garantire maggiore flessibilità al mondo del lavoro. Per capirsi, oggi, troppi ragazzi e ragazze, laureati o diplomati che siano, stanno pagando gli errori di una frettolosa legislazione del lavoro, che non ha previsto forme di assistenza e di tutela individuale, né i necessari ammortizzatori sociali. Non vorremmo che questo accada mai alla famiglia.
[Leggi la posizione sui DI.CO]

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