Ricordo negato a Roma Tre (03/2006)
In occasione della ? Giornata del Ricordo?, dedicata alle vittime della tragedia delle foibe e al dramma dei 350.000 esuli istriano-giuliano-dalmati costretti ad abbandonare le proprie case e la propria terra a causa di una vera e propria pulizia etnica perpetrata dalle orde slave dalla stella rossa agli ordini del maresciallo Tito, il nostro Ateneo, in barba ad una legge che istituzionalizza la ricorrenza stessa, ha ben pensato di negare un?iniziativa culturale a riguardo proposta dagli studenti. Una mostra fotografica, dei pannelli esplicativi, la proiezione di filmati storici sono gli elementi che il Rettore e i suoi collaboratori hanno ritenuto esplosivi ed altamente provocatori tanto da arrivare a proibirne la realizzazione. Dietro a scuse come problemi burocratici, paura d?incidenti e contestazioni, pericolo di strumentalizzazioni politiche e ancor peggio dopo un vergognoso tentativo mal riuscito di semi censura (proponendo di esporre solo cinque dei dieci pannelli), la direzione del nostro Ateneo e chi la governa ha espresso il proprio rifiuto. Così, Roma Tre, non ha potuto associarsi agli altri settanta atenei italiani dove regolarmente si sono svolte manifestazioni di ogni genere in onore di questa giornata. Inevitabile è stata la protesta degli studenti promotori dell?iniziativa che hanno realizzato egualmente la mostra, coadiuvati dalla solidarietà degli altri studenti e dei mezzi di comunicazione nazionali, dalla stampa, alle radio fino alla tv. Magro è però stato il risultato per il nostro ateneo che per l?ennesima volta, grazie ai suoi dirigenti, esce alla ribalta su quotidiani e trasmissioni radiofoniche per episodi che hanno dato davvero poco lustro alla sua immagine, dalla problematica dei parcheggi e delle strisce blu, al caso del divieto di vendita della famosa bevanda di Atlanta nei locali d?Ateneo, fino a questo increscioso episodio. Davvero triste, a tratti deprimente, è il dover constatare che nonostante siano passati quasi sessant?anni dalla tragedia dei nostri connazionali al di la dell?Adriatico e nonostante lo sforzo pacificatore delle istituzioni nazionali, ci siano ancora dei tentativi di minimizzazione o indifferenza, per di più con mezzi fortemente antidemocratici e di regime, proprio da coloro che sono posti alla guida del luogo adibito alla formazione e alla crescita delle prossime generazioni dirigenziali del nostro paese: l?Università!









