Articoli e recensioni • 28 December 2005

Piazza Fontana, un mistero irrisolto (12/2005)

Ore 16,37 del 12 dicembre del 1969. Presso i locali della Banca dell'Agricoltura esplode un ordigno con 7 chili di tritolo contenuti in una borsa lasciata sotto un tavolo, uccidendo 17 persone e ferendone oltre 80. Oggi, dopo oltre 35 anni e 9 processi, non sappiamo ancora bene chi mise e chi fece mettere la bomba. Gli inquirenti seguirono dapprima la pista anarchica, poi quella neofascista, poi ad essere visti con sospetto furono i servizi segreti, poi ancora una joint venture tra tutti e tre, infine la colpa è stata addossata alla CIA ed agli americani che avrebbero fatto da burattinai. Sull?inconsistenza delle tante piste battute dagli inquirenti ha pesato a lungo la morte in questura del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli e, sullo sfondo, anche quella, tre anni dopo, del commissario di polizia Luigi Calabresi, accusato dalla sinistra extraparlamentare di essere l'assassino di Pinelli. In molti asseriscono che la verità non sia stata raggiunta perché non si è voluto raggiungerla! Piazza Fontana comunque è considerato l'inizio del terrore, per la prima volta infatti si contarono i morti. Già da tempo però c'era in Italia chi andava mettendo bombe, l'unica differenza sta nel fatto che fino a quel tragico giorno nessuno aveva perso la vita. Il riferimento, in particolare, è da farsi con gli attentati dell'Aprile ma soprattutto dell'Agosto '69, quando furono una dozzina le bombe piazzate sui vagoni di 1ª classe in linee ferroviarie di mezza Italia, e la cosa non può certamente essere considerata casuale, l'azione era ben orchestrata. Anche il giorno della strage di Milano le bombe piazzate erano 5, e tutte sarebbero dovute scoppiare nel giro di un'ora. Ci sembrava più che giusto ricordare uno dei più tristi capitoli della storia contemporanea italiana, che da ormai 36 anni sembra destinato a rimanere un mistero. Tante le condanne emesse, tante le assoluzioni e le scadenze dei termini di prescrizione, che contornano di amarezza i protagonisti o presunti tali della vicenda. Confidiamo nel tempo, nella speranza che esso possa un giorno consegnare la verità alla storia? Franz Battista

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