Grazie Wojtyla (05/2005)
Il 2 giugno, festa della repubblica italiana quest?anno sarà ricordata anche per l?anniversario dei 2 mesi dalla scomparsa del Papa, infatti il 2 aprile 2005 alle ore 21.37, dopo ben 27 lunghi anni di pontificato, l?annuncio ufficiale della morte di Giovanni Paolo II raggiunge le centinaia di persone radunate in preghiera in Piazza S.Pietro. La notizia inizia a circolare rapidamente e in pochi minuti raggiunge le persone di tutto il mondo, nessuna esclusa e chiunque inizia a sentire un vuoto interno perché era un papa amato in ogni parte del mondo, dai cristiani ai fedeli di altre religioni, dai più anziani ai più giovani, dai credenti e dai non credenti, perché a detta di tutti questo era un Papa diverso, fuori dal normale. La sua elezione a papa nel 1978, infatti, da subito un segno di novità: non soltanto perché è il primo papa non italiano dopo tanti anni, ma la cosa che più lascia perplessi è che venga dalla Polonia, un paese che imponeva l?ateismo e dove professarsi cristiano, richiedeva molto più che coraggio. Eppure, probabilmente è proprio l?essere nato polacco, l?aver vissuto sulla propria pelle il nazismo e il comunismo, l?aver dovuto vivere la sua vocazione e la sua religione avversato dalle dittature, ad aver reso quest?uomo un Papa eccezionale con una tenerezza d?animo mai vista prima. Caratteristici del suo pontificato sono i viaggi in tutto il mondo, quasi sempre nei paesi più disagiati, ma anche viaggi simbolo come quello in Polonia che apre la via alla sconfitta del comunismo, che in ogni caso dimostrano la sua voglia di essere presente tra la gente. E? il primo pontefice che dopo aver ammesso la colpa da parte di tutta la Chiesa Cattolica chiedendo scusa agli ebrei e alle altre minoranze religiose, finisce per entrare in una Sinagoga. Durante il suo pontificato, riesce anche a realizzare ad Assisi un suo sogno, quello di riunire in una sola volta i rappresentanti di tutte le fedi, i massimi esponenti della politica e dell?alta diplomazia. E? stato chiamato anche ?il Papa dei giovani?, ai quali ha fatto capire che nella vita bisogna avere ideali per una piena realizzazione della persona, e gli ha affidato la missione di diffondere i valori di lealtà, del rispetto della persona e delle leggi ma anche quelli dell?obbedienza, dell?umiltà e della rinuncia. Per tutto questo e tanto altro?Grazie Wojtyla!
Daniele Verdecchia









