VECCHIO O NUOVO ORDINAMENTO? Difficile la scelta!
Con questa sessione estiva di esami si chiude il primo ciclo del cosiddetto ?nuovo ordinamento? conosciuto meglio con il nome di ?3+2? ed è quindi possibile iniziare a tirare le prime somme. Tralasciando i pareri del ministro di turno, che si sa, ognuno tira l?acqua al suo mulino o pareri di chiunque ha solo sentito parlare di questa riforma, lasciamo che siano gli studenti a giudicare se il 3+2 ha migliorato o peggiorato il sistema universitario italiano. Premettendo che la riforma ha intaccato uno dei sistemi universitari migliori d?Europa con tradizione millenaria se ne possono individuare aspetti positivi e altri negativi. In riferimento alla facoltà di economia di Tor Vergata si possono prendere in esame i seguenti aspetti:
Carico di studio per gli studenti:
il carico di studio che i ragazzi sono chiamati a svolgere, è diminuito rispetto a quello che si doveva svolgere nel vecchio ordinamento, basta guardare la differenziazione nei programmi d?esame nei quali si legge chiaramente che gli studenti più ?anziani? devono studiare di più, in termini di pagine, rispetto ai loro colleghi più giovani. Questo aspetto potrebbe essere apprezzato dagli studenti perché devono impegnarsi un po? di meno, però, una volta arrivati nel mondo del lavoro, questi stessi studenti sono penalizzati perché gli mancano delle nozioni, spesso importanti, che invece hanno gli studenti del vecchio ordinamento. Sempre riguardo alla competitività in ambito lavorativo gli studenti quadriennali sono avvantaggiati perché dovendo sostenere solamente 5 o 6 esami all?anno hanno la possibilità di assimilare di più le nozioni studiate. Invece gli studenti del nuovo ordinamento devono sostenere lo stesso numero di esami in circa un mese e mezzo! Questo fa si che gli esami sono troppo ravvicinati per assimilare ciò che si è studiato e quindi fatto un esame ci si scorda facilmente degli argomenti studiati per quello precedente.
Numero di esami da sostenere:
riguardo al totale degli esami da sostenere non c?è nessuna differenza di numero tra vecchio e nuovo ordinamento. L?unica differenza è che i 25 esami più tre prove di idoneità, anziché essere svolti in quattro anni devono essere svolti in tre anni. Come è possibile? Questo perché ci sono i cosiddetti moduli ovvero due esami con argomenti avvicinabili (es. organizzazione aziendale e economia e gestione delle imprese) che però contano come uno solo. Mi spiego meglio, sul libretto universitario viene verbalizzato il voto di un solo esame, dove il voto dipende dalla media dei due esami sostenuti. Quindi da parte della facoltà, quei due esami contano come uno singolo, ma dal punto di vista dello studente non cambia niente perché deve sostenere lo stesso due esami, in due appelli separati, con due professori differenti e con differenti programmi. Quindi sostanzialmente, anche se con qualche nozione in meno, il nuovo ordinamento per numero di esami sostenuti può essere ritenuto uguale al vecchio ordinamento.
Preferenza delle imprese:
nonostante sia stato sancito da una sentenza della corte costituzionale che la laurea quadriennale equivale a quella triennale, sul mondo del lavoro c?è poca chiarezza. Di questa equivalenza infatti ne siamo coscienti solo noi studenti perché la gente comune e le aziende considerano la laurea triennale una ?laurea breve? e quindi a parità di altri parametri preferiscono assumere uno ragazzo con laurea del vecchio ordinamento anziché uno con la laurea del 3+2.
Daniele Verdecchia









