Ma un concerto salverà l'Africa???
Ma sarà davvero un concerto per l?Africa a salvare il continente più povero e sfruttato del mondo? E? la domanda che mi sono posto dopo aver assistito allo stupendo spettacolo di musica e solidarietà del Live 8 for Africa. Sensazioni davvero uniche, certamente, vedere milioni di persone in tutto il mondo unite da un immaginario filo di pace, solidarietà e amore per quelle terre, quelle donne, quei bambini che soffrono la fame nell?epoca in cui a tre ore di aereo ci si preoccupa solo di tecnologia, calcio e abiti firmati. Ma la sera alla fine di quel concerto, a cui ripeto ho assistito emozionato, ho provato ad immaginare se veramente una serata di musica e la cancellazione del debito fosse la panacea per i mali dell?Africa ed ho pensato a quel mio amico che, insieme ad altri ragazzi come me, partirà la settimana per passare le sue ?vacanze? a costruire scuole ed orti in malaui nell?africa centrale. Certo si dirà che il concerto e tutti quei bravi cantanti miliardari servono per svegliare le menti dell?occidente, per ?sensibilizzare? (che bella parola) l?opinione pubblica ed i potenti del mondo, ma in cuor mio stimo molto di più il mio amico volontario che qualche cantante scapigliato. E così, riflettendo a mente lucida mi è venuta voglia di sapere che risultati hanno avuto i miliardi di dollari che negli ultimi dieci anni sono stati donati all?Africa per rinascere e per sfamarsi; ma ahimé da un rapporto dell?Uneca, agenzia dell?Onu per l?Africa, ho scoperto qualcosa che mi ha veramente colpito. Lo studio, dall?analisi di una serie di dati ufficiali, ha constatato che, statisticamente, per ogni dollaro concesso sotto forma di prestiti dall?Occidente ai paesi dell?Africa a sud del Sahara, l?80 % della cifra è stata dirottata all?estero come investimenti: ciò vuol dire che, ogni 100 dollari giunti in aiuti, 80 sono finiti all?estero e che, dal 1996 in poi, è stata accertata una fuga di capitali pari a 3,5 centesimi per ogni dollaro prestato. Colpisce il fatto che l?Africa sub-sahariana, pur essendo poverissima, investe all?estero il 39 % della ricchezza prodotta, una cifra enorme se paragonata al corrispondente export dell?Asia orientale, lo 0,6%.
In ultima analisi emerge che tra gli anni ?70 e il 1995, l?ammontare degli aiuti ricevuti dai Paesi in via di sviluppo è stato inversamente proporzionale alla crescita dell?Africa: ovvero gli aiuti accrescevano il Pil continentale di una percentuale tra il 5 e il 18% mentre il reddito pro capite, anzichè aumentare, diminuiva del 15- 17%. La conferma di queste statistiche, del resto è nelle immagini che periodicamente e iniziative pro cancellazione del debito ci mostrano ogni anno, di desolazione, di fame, di malattia, di un mondo sistematicamente bloccato sulla via di un benessere irraggiungibile e di una sopravvivenza dignitosa che appare irrealizzabile.
Ma allora l?Occidente cosa ha fatto in questi decenni se non soffocare ulteriormente l?Africa e mettere a tacere la coscienza collettiva?E noi tutti nella nostra ingenuità e buona fede non siamo forse stati complici di questo atroce delitto? Ma siamo sicuri che qualche furbacchione buonista e ipocrita non abbia usato girotondi e bandiere per arricchire le sue tasche con la complicità dei governi corrotti africani? A questo punto mi viene da pensare che quelle popolazioni derubate del loro continente, della loro terra, delle loro ricchezze e costrette a morire di fame, aids e raffreddori, siano state soffocate dai loro stessi governanti, da classi dirigenti corrotte e distanti anni dalla luce dalla realtà dell?Africa.
Di cosa ha veramente bisogno l?Africa, se non della consapevolezza di ciò che è accaduto e di ciò che invece potrebbe cambiare, e di veri volontari che li aiutino a conquistare diritti democratici e ad esprimere una classe dirigente attenta ai problemi del continente. Una classe dirigente che si preoccupi dell? interesse collettivo e non personale, del continente e non delle lobby di potere Occidentali, capace di investire nel continente anziché accontentarsi di essere i burattini dei furbacchioni di cui sopra. E che finalmente si impegni fattivamente in Africa centrale a fermare i genocidi e le rivolte sanguinose che alimentano il mercato delle armi e soffoca quella voglia di vita, libertà e democrazia che il popolo nero sta via via respirando.









